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Uno straordinario ritrovamento

La storia del Cammino di Santiago si rimonta agli albori del secolo IX con la scoperta del sepolcro di Santiago el Mayor, evangelizzatore della Spagna. Il ritrovamento di questo santo mausoleo è circondato da una ricca immaginazione popolare che invece di distorcere ha preservato e riempito di colorito la narrazione storica.

Una di queste leggende popolari situa lo straordinario avvenimento nell'antica diocesi di Iria Flavia, quando l'eremita Pelayo ebbe una "rivelazione divina": nella densità del bosco vede alcune "luminarie" e "sente canzoni di angeli". I parrocchiani dell'antica chiesa di San Félix de Solobio, ai piedi del bosco, partecipano a queste visioni.

Il vescovo iriense Teodomiro accorre al bosco e trova il mausoleo sepolcrale, identificando come il tumulo funerario dell'apostolo Santiago. Questo ritrovamento fu un fatto trascendentale che meravigliò e commosse profondamente i popoli dell'occidente medievale. Davanti ai loro occhi si mostrarono le prove evidenti trasmesse dai documenti iriensi che identificavano la tomba.


Non esistono dati precisi sulle circostanze della scoperta del venerato mausoleo, i suoi scopritori considerarono questo fatto come una rivelazione divina dell'instaurazione del culto sepolcrale a Santiago nel luogo in cui fu trovato. Di fatto, esistono indizi dell'antica adorazione apostolica nella stessa Compostela, all'interno del sepolcro.


Gli studi archeologici del recente secolo scorso hanno ricavato ulteriori dati sulla tomba ed il culto sepolcrale a Santiago el Mayor durante i primi nove secoli dell'era cristiana. Le escavazioni realizzate nel sottosuolo della Cattedrale di Santiago di Compostela hanno permesso di ubicare il mausoleo all'interno di una necropoli cristiana, romana e germanica tra i secoli I e VII. Tutti questi dati hanno aiutato a chiarire, a unire ed armonizzare i dati sconnessi della tradizione compostelana.


Dalla sua scoperta la tomba ed il suo culto s'integrarono nel movimento culturale auspicato dalla Corte Carolingia di Aquisgrana che insediò le basi dell'Europa Medievale. Fu così importante questo ritrovamento nel vecchio contenente che nella letteratura e nelle rappresentazioni iconografiche medievali si concede all'imperatore Carlo Magno un importante ruolo nella scoperta del santo sepolcro. 

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