EUNATE ED OLCOZ. UN INQUIETANTE GIOCO DI SPECCHISuggestiva leggenda - carica di riferimenti mitologici - narrata dai paesani. Comincia questa storia con l'inizio delle opere di Santa María. Per qualche non molto precisa ragione, il maestro (membro della comunità) incaricato di intagliare il portico deve assentarsi. L'edificazione continua senza di lui finché ormai prossima la sua conclusione, di fronte al ritardo del maestro, i monaci sono obbligati a ricorrere ad un vecchio e gigantesco scalpellatore (figlio e anche nipote di scalpellatori) che abita nella valle. Leggi tutto: EUNATE ED OLCOZ. UN INQUIETANTE GIOCO DI SPECCHI VILLAMAYOR DE MONJARDÍNQuando Carlo Magno, nella sua avanzata verso il sud attraverso il Cammino di Santiago, arrivò in prossimità del monte Garzini (Monjardín), seppe che un capo navarrese - Furro o Furré - voleva intraprendere una battaglia contro di lui. SANTO DOMINGO DE LA CALZADA, DOVE CANTÒ LA GALLINA ASADA (ARROSTA)Di fronte al sepolcro, il celebre pollaio che mostra in un balcone un gallo ed una gallina vivi, ricordo del famoso miracolo che Aymeric Picaud situa a Toulouse e che accade agli inizi del secolo XV, e lo storico Huidobro lo narra così: "Una famiglia tedesca di Santu, vicino a Wesel e Res, nell'arcivescovado di Colonia, decise, in virtù di una promessa, di andare in pellegrinaggio a Compostela, accompagnata da un figlio, un bel giovine. Essendo tappa del Cammino, e dinanzi alla fama dei miracoli del glorioso sepolcro, vi sostarono e visitarono la chiesa, pregando molto devotamente davanti al sepolcro. Stanchi del viaggio, trovarono una locanda, dove rimasero due giorni: la figlia dell'oste, ciecamente innamorata del giovane pellegrino, gli rivolse il suo amore, però lui lo respinse. Lei cambiò l'amore in vendetta, e prendendo una tazza d'argento la introdusse segretamente nella valigia del pellegrino, mentre questi dormiva". Leggi tutto: SANTO DOMINGO DE LA CALZADA, DOVE CANTÒ LA GALLINA ASADA (ARROSTA) IL BIERZO MAGICO. IL SEGRETO DEI TEMPLARIAi piedi del passo, Molinaseca, con il santuario della Madonna delle Angosce all'ingresso, dalle cui porte i fedeli e i mietitori galiziani tagliavano una scheggia (abitudine prolungata dai pellegrini) all'andata, e, al ritorno, gettavano attraverso la grata le roncole con le quali avevano lavorato. Dopo aver attraversato il ponte, si entra in un lunga e blasonata via Real, per la cui pulizia esiste una piccola presa che strabocca attraverso di lei l'acqua pulita del fiume Miruelos, in questa zona lastricato. Questo sistema medievale, che esistette anche a Puente la Reina della Navarra, continua ad essere utilizzato a Molinaseca il 15 agosto, l'ultima delle sue feste patronali. La chiesa parrocchiale è dedicata a San Nicola. LA PIETOSA LEGGENDA DI SAN GUILLÉN E SANTA FELICIALasciando alle spalle Eunate, il cammino trascorre tangente alla località di Obanos, dove è imprescindibile evocare la leggenda di Guillén e Felicia. Felicia e suo fratello Guillén - successore del poderoso ducato di Aquitania - vivono agiati e in modo confortevole nei loro ricchi domini. Un giorno, lei decide di peregrinare a Compostela, seguendo un rito profondamente radicato nella sua famiglia dacché Guillermo X trascorre gli ultimi giorni della sua vita a Santiago, un 9 di aprile - Venerdì Santo - del 1137. Leggi tutto: LA PIETOSA LEGGENDA DI SAN GUILLÉN E SANTA FELICIA VIANA E CESARE BORGIACesare Borgia, la cui biografia tanto interessò Nicola Macchiavelli, e la cui aureola avventuriera e libertina oltrepassò tutte le frontiere, unisce il suo nome a quello della Navarra dal 1491 quando, a 16 anni, venne nominato vescovo di Pamplona. Destinato ad essere Papa (o Cesare), trascorre la sua vita tra lo studio, i colpi di fortuna e la diplomazia vaticana. È principe. Guerriero. A 19 anni, cardinale. A 22, generale degli eserciti della Chiesa. A 24 anni (1499) si sposa, a Blois con Carlota d'Albret. I MONTI DI OCAIl nome di Oca mette in relazione questi monti con quel simbolo così utilizzato dai costruttori medievali, la zampa d'oca, e con lo stesso e mitico animale. Lo vedremo spesso lungo il Cammino in modi diversi. C'è chi assicura che il popolare gioco dell'Oca, con la sua sequenza di oche e ponti, e la sua forma di labirinto, è una ripetizione schematica del cammino verso Compostela e che, forse, furono gli scalpellatori i loro inventori e popolizzatori. COMPOSTELALa cattedrale di Santiago contiene, sia nel tracciato che nella pianta, una serie di singolari caratteristiche all'interno del romanico di quella che è denominata arte dalle peregrinazioni: grandi chiese o basiliche, con volta a botte su archi sporgenti nella navata centrale e volte a crociera nei laterali; chiese alle quali s'incorpora, come elemento architettonico rivoluzionario, l'absidiola. Questa struttura è stata approntata per accogliere grandi moltitudini che deambulano all'interno della chiesa senza disturbare le funzioni liturgiche della navata centrale, e agevola la circolazione per la visita delle varie reliquie situate nelle diverse cappelle dell'absidiola. Assieme a queste caratteristiche, appare il triforio, con le sue gallerie sovrapposte alle navate laterali, che circonda tutta la cattedrale. Almeno cinque chiese si includono in questo complesso: San Martín di Tours, San Marcial di Limoges, San Sernin di Toulouse, Santa Fe di Conques, e la più perfetta di tutte, Santiago di Compostela. CARLOMAGNO. RONCESVALLES. ROLDÁNIl 15 agosto dell'anno 778, la retroguardia dell'esercito carolingio - di ritorno da una spedizione a Saragozza e dopo aver smantellato le mura di Pamplona - viene attaccata e sconfitta dai vasconi nelle gole di Roncesvalles. Questo avvenimento (la prima sconfitta del grande Carlo Magno) commuove la nazione francese. Poi distorta, mitizzata e trasformata in epopea epica dalla Chançon di Roland, quella sconfitta è diventata la leggenda più popolare dell'Occidente. Qui la trova riassunta: Carlo Magno, che attende la sottomissione di Saragozza, riceve gli emissari del re della città, Marsil, con offerte di pace e, in risposta, inviò Ganelón, patrigno di Roldán. Questo si allea con Marsil e pianifica un tradimento contro Carlo Magno per vendicarsi del suo figliastro Roldán, al quale odia. LE CENTO DONZELLENarra la leggenda che nei tempi del mitico re Mauregato, i conquistatori saraceni impongono ai cristiani l'obbligo di consegnare loro ogni anno un tributo di cento donzelle. IL MONASTERO DI SANT'ANTONIO. IL MISTERIOSO ORDINE DEGLI ANTONIANII cittadini nordici e centroeuropei, attaccati in modo crudele ed endemico dal morbo del fuoco di Sant'Antonio, accorrono nei pellegrinaggi moltitudinari verso Compostela. Lungo il tragitto, chiedono ai chierici antoniani che mitighino il male delle loro estremità incancrenite toccandole con la punta del loro bastone a forma di t greca. Questi distribuiscono anche, tra i pellegrini malati, alcuni a modo di piccoli scapolari chiamati Taus, così come il pane e il vino manipolato con certi rituali nei quali partecipa il bastone abbaziale (naturalmente, a tau (t greca)); anche se con meno frequenza, consegnano le campanelle benedette del santo con la croce di Sant'Antonio. E, così, poco a poco guariscono dalla malattia finché, arrivati a Santiago, guariscono del tutto. Però, alcuni anni dopo il ritorno nel loro paese d'origine, riappare (senza dubbi, come castigo di una nuova colpa) ed è necessario un nuovo pellegrinaggio che assicura un'altra infallibile guarigione. Leggi tutto: IL MONASTERO DI SANT'ANTONIO. IL MISTERIOSO ORDINE DEGLI ANTONIANI Curiosità
Pellegrinaggio in automobile
II miracoli del Cammino
II pellegrini nella Cattedrale
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